AS400 nel cloud: il sistema che tutti davano per morto è più vivo che mai
- 6 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 16 giu

Nel 1988, quando il mondo dell'informatica era dominato da mainframe e terminali verdi, IBM lanciò l'AS/400. Nessuno avrebbe scommesso che, a oltre trentacinque anni di distanza, quella stessa piattaforma sarebbe stata ancora al centro delle strategie IT delle più grandi aziende del mondo.
Eppure è proprio così. L'AS/400, oggi noto come IBM i, non solo è sopravvissuto al passare del tempo, ma ha vissuto una vera e propria rinascita. Il merito? In larga parte, del cloud.
Non è un paradosso. È la dimostrazione che quando una tecnologia è solida, affidabile e ben progettata, non va sostituita: va evoluta. E il cloud, oggi, è il motore di quell'evoluzione.
Vediamo come, rispondendo alle domande che probabilmente ti stai facendo.
Cos'è esattamente l'AS/400 (IBM i)?
L'AS/400, acronimo di Application System/400, è una piattaforma informatica sviluppata da IBM negli anni '80. Nasce come un sistema integrato: hardware e software in un unico ambiente, progettato per offrire alle aziende stabilità, sicurezza e scalabilità.
Oggi, dopo vari rebranding (iSeries, System i), si chiama IBM i e gira su hardware IBM Power Systems. Ma il cuore è lo stesso: un sistema operativo robusto, un database integrato (DB2) e una capacità di gestire grandi volumi di transazioni che pochi altri sistemi possono eguagliare.
Per questo motivo, l'IBM i è ancora oggi il sistema scelto da banche, assicurazioni, pubbliche amministrazioni e grandi imprese in tutto il mondo.
Perché l'AS/400 è ancora così diffuso?
La risposta è semplice: funziona. E funziona meglio di molti sistemi moderni.
L'AS/400 è stato progettato per essere:
Affidabile: uptime misurato in anni, non in giorni.
Sicuro: un'architettura che lo rende intrinsicamente protetto.
Scalabile: capace di crescere con l'azienda senza stravolgimenti.
Economico: un'indagine del 2025 ha rilevato che il 96% delle aziende che lo utilizzano dichiara un ROI migliore rispetto ad altre piattaforme server.
In un'epoca in cui la continuità operativa è tutto, l'IBM i rappresenta una garanzia che pochi altri sistemi possono offrire.
Come è cambiato l'AS/400 nel tempo?
L'AS/400 non è rimasto fermo. Nel corso degli anni, IBM lo ha aggiornato e rinominato più volte: prima iSeries nei primi anni 2000, poi System i, e infine IBM i nel 2008.
Ma il cambiamento più significativo non è stato nel nome. È stato nella capacità di integrarsi con le tecnologie moderne senza perdere la compatibilità con le applicazioni legacy.
Oggi, l'IBM i può:
Essere deployato su cloud pubblici e privati
Integrarsi con API e microservizi
Supportare ambienti ibridi on-premise e cloud
Essere modernizzato con strumenti no-code e low-code
In pratica, l'IBM i di oggi è lo stesso sistema di sempre, ma con superpoteri in più.
Cosa significa "rinascita nel cloud"?
Per decenni, l'AS/400 è stato un sistema on-premise: hardware dedicato, sale server, manutenzione interna. Oggi, grazie al cloud, le aziende possono ospitare i propri IBM i su infrastrutture cloud, beneficiando di:
Flessibilità: si paga per ciò che si usa, senza investimenti iniziali.
Scalabilità: si cresce senza dover acquistare nuovo hardware.
Affidabilità: i data center cloud offrono livelli di disponibilità elevatissimi.
Sicurezza: protocolli crittografati e conformità alle normative.
Accesso a talenti giovani: i professionisti IT sono attratti dal cloud e dalle tecnologie moderne.
Inoltre, il cloud permette di modernizzare l'IBM i in modo graduale: si può partire da un ambiente ibrido, per poi spostare completamente i carichi di lavoro nel cloud quando si è pronti.
Il cloud è la soluzione per tutti?
Il cloud non è una bacchetta magica, ma per la stragrande maggioranza delle aziende che utilizzano IBM i rappresenta un'opportunità straordinaria.
Le aziende che scelgono di portare il proprio IBM i nel cloud ottengono:
Riduzione dei costi operativi: meno hardware, meno manutenzione, meno energia.
Maggiore agilità: si possono sperimentare nuove funzionalità senza rischi.
Integrazione più semplice: connettere l'IBM i con altre piattaforme cloud-native diventa immediato.
Preparazione al futuro: l'IBM i nel cloud è pronto per l'AI, l'analisi dei dati e le architetture moderne.
Il cloud non cancella il valore dell'IBM i. Lo amplifica.
Conclusione: il futuro dell'IBM i è (anche) nel cloud
L'AS/400 ha compiuto più di trentacinque anni. In un settore dove le tecnologie cambiano ogni pochi anni, è un record che pochi possono vantare. E non è un caso.
L'IBM i è sopravvissuto perché è solido, sicuro, affidabile. E oggi, grazie al cloud, ha trovato una nuova giovinezza. Non si tratta di sostituire il sistema, ma di dargli una nuova casa: più flessibile, più scalabile, più moderna.
Il cloud non è la fine dell'IBM i. È il suo nuovo inizio.
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