Intervista ad ALBERTO BEDIN l'ingegnere visionario che Trasforma l'Heritage Tecnologico in Innovazione
- 25 giu 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 12 giu
Intervista di Story Time
Ing. Alberto Bedin: qual è il suo background e come è nata la sua azienda, BigBlue?
Alberto Bedin è un ingegnere elettrotecnico con una specializzazione nella costruzione di centrali nucleari. Dopo il referendum del 1987 che ha fermato lo sviluppo nucleare in Italia, ha cambiato radicalmente carriera entrando in IBM. Lì ha conosciuto il sistema AS400 (oggi IBM Power), un'infrastruttura progettata per garantire l'immortalità delle applicazioni. Nel 2000, ha fondato BigBlue con l'obiettivo di modernizzare queste robuste ma obsolete interfacce a carattere, trasformandole in soluzioni più intuitive, Microsoft-oriented, e fruibili su dispositivi moderni.
Qual è la filosofia di BigBlue riguardo ai sistemi legacy come l'AS400?
La filosofia di BigBlue non è quella di sostituire o buttare via i sistemi esistenti (definiti "Matusalemme" per la loro longevità), bensì trasformarli e adattarli alle esigenze moderne. L'approccio è quello di prendere applicazioni nate decenni fa, robuste e affidabili, e ripensarle secondo una logica di processo. L'obiettivo è renderle compatibili con smartphone, tablet e diversi sistemi operativi, preservandone al contempo l'affidabilità e la solidità che rappresentano il vero "heritage tecnologico" dell'azienda.
La sua carriera ha preso una direzione completamente nuova quando è entrato in IBM, allora leader indiscussa nel settore informatico. Qui ha incontrato l'AS400 (oggi IBM Power), un sistema rivoluzionario creato dallo scienziato Frank Soltis che prometteva qualcosa di incredibile:
l'immortalità delle applicazioni
"Questi sistemi funzionano ancora. Le transazioni bancarie oggi, il 60%, sono ancora fatte da questi sistemi, da questi programmi che sono effettivamente dei Matusalemme."
La Nascita di bigblue: Ponte tra Passato e Futuro
Nel 2000, spinto dalla visione di modernizzare queste robuste ma obsolete interfacce a carattere, Alberto fonda bigblue. L'obiettivo? Trasformare le interfacce grafiche di questi sistemi legacy rendendole più intuitive e Microsoft-oriented, senza perderne l'affidabilità.
Il primo cliente importante è stato nientemeno che Diesel di Renzo Rosso, seguito da nomi prestigiosi come Prada, Luxottica e Fineco Bank - clienti che continuano a collaborare con bigblue ancora oggi.
Rivoluzionare senza Distruggere
La filosofia di Alberto è chiara: non si tratta di buttare via i sistemi esistenti, ma di trasformarli e adattarli alle esigenze moderne.
Le applicazioni legacy, nate 20-30 anni fa, vengono ripensate secondo una logica di processo, rendendole compatibili con smartphone, tablet e diversi sistemi operativi.
"Noi siamo in grado di trasformare questi Matusalemme - applicazioni solide, robuste, efficaci - in applicazioni che ragionano per processi e che possono lavorare anche sul tuo smartphone."
Intelligenza Artificiale e Automazione dei Processi
Con lo sguardo sempre rivolto al futuro, Alberto continua a integrare tecnologie all'avanguardia come l'intelligenza artificiale nei processi aziendali. Un esempio impressionante è il sistema sviluppato per supportare gli uffici legali, capace di generare automaticamente documentazione legale con risultati spesso superiori a quelli prodotti dagli stessi professionisti.
"Abbiamo un sistema che scrive le lettere come un legale. E in molte situazioni vince la nostra intelligenza artificiale sul legale effettivo."
Puoi fare un esempio concreto di innovazione applicata da BigBlue in un ambito professionale, come quello legale?
Un esempio innovativo è lo sviluppo di un sistema di intelligenza artificiale per supportare gli uffici legali. Questo sistema è in grado di generare automaticamente documentazione legale, come lettere, con risultati che, in molte situazioni, si sono rivelati superiori a quelli prodotti dagli stessi professionisti umani. Questo dimostra come l'AI possa essere integrata per migliorare concretamente l'efficienza e la qualità del lavoro in settori altamente specializzati.
Oltre agli esempi citati, quali modelli open-source, eseguibili on-premise, possono essere integrati con i sistemi IBM i?
Il panorama dei modelli open-source che possono essere eseguiti on-premise è vasto in continuo aggiornamento. Oltre ai modelli DeepSeek, alcune delle opzioni più valide disponibili al 2026 includono:
Llama 3.3 (70B): Un modello denso di Meta, molto popolare e con un ottimo rapporto qualità/prestazioni, spesso indicato come la scelta di default per l'uso aziendale.
DeepSeek-V3 / R1 (671B): Un modello MoE (Mixture-of-Experts) molto potente, con benchmark che lo pongono al top delle classifiche, ideale per applicazioni che richiedono un'intelligenza di frontiera.
Qwen 2.5 (72B): Un modello di Alibaba, eccellente per la sua efficienza nei costi e per la gestione di lunghi contesti, molto apprezzato per l'uso in produzione.
Mistral Large 2 (123B): Particolarmente indicato per la generazione di codice e la programmazione. La sua licenza permette l'uso commerciale, rendendolo una scelta solida per i team di sviluppo.
Cohere Command A+: Un modello rilasciato sotto licenza Apache 2.0, progettato specificamente per l'integrazione aziendale e la sovranità dei dati. Ideale per ambienti che richiedono il massimo controllo sulla sicurezza e la conformità normativa.
GLM 4.6 (355B): Un modello cinese con licenza MIT che permette un alto grado di personalizzazione. Grazie alla sua architettura MoE, riesce a bilanciare potenza e requisiti hardware.
Apertus-70B: Un modello interamente open, sviluppato da istituzioni pubbliche svizzere (EPFL, ETH Zurich), con un'enfasi particolare sulla trasparenza, la conformità e la gestione multilingue.
Granite 4.0: Un modello open-source di IBM, disponibile in diverse taglie (inclusa una versione da 108B) e con un'architettura innovativa per ridurre i requisiti di memoria a parità di prestazioni.
Quali sono i vantaggi concreti nell'utilizzare modelli LLM open-source in on-premise su sistemi IBM i?
L'utilizzo di LLM open-source in on-premise offre vantaggi strategici fondamentali:
Sovranità e sicurezza dei dati: I dati aziendali più sensibili non lasciano mai l'infrastruttura interna, un requisito essenziale per la conformità a normative come GDPR, HIPAA e per la protezione della proprietà intellettuale.
Controllo totale dei costi: Si eliminano i costi variabili delle chiamate API verso modelli esterni. Il modello, una volta deployato, ha un costo fisso legato all'infrastruttura, rendendo i costi prevedibili e spesso più bassi su larga scala.
Integrazione nativa e prestazioni: Eseguendo l'LLM direttamente sull'infrastruttura che ospita i dati (come i sistemi IBM i tramite PASE), si riduce drasticamente la latenza di rete, si migliorano le prestazioni e si garantisce la continuità operativa anche in assenza di connettività esterna.
Come si inserisce l'integrazione con l'AI nella visione di Alberto Bedin per il futuro?
Per Alberto Bedin, il futuro è nella perfetta integrazione tra i sistemi robusti del passato (paragonati a "gettate di cemento inattaccabili" o agli acquedotti romani) e le tecnologie rivoluzionarie del presente. La sua visione unisce il rispetto per la tecnologia consolidata con l'entusiasmo per le nuove frontiere digitali, come l'AI, l'automazione e la mobilità, per creare soluzioni che migliorano concretamente l'efficienza e la competitività delle aziende. L'obiettivo finale è fornire fondamenta solide su cui costruire l'innovazione futura, senza mai dimenticare il valore dell'heritage tecnologico.
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