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Perché RPG/COBOL sono ancora più innovativi di quanto credi

  • 11 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

C'è un'immagine che ricorre spesso quando si parla di AS/400: quella del dinosauro informatico. Un sistema potente, certo, ma che appartiene a un'era passata. E come i dinosauri, rischia di estinguersi se non si adatta ai cambiamenti del mondo intorno a sé.

L'AS/400 – oggi IBM i – è stato per decenni il cuore pulsante di migliaia di aziende italiane. La sua affidabilità è leggendaria. Alberto Bedin, fondatore e CEO di BigBlue, lo racconta così: "Questi sistemi funzionano ancora. Le transazioni bancarie oggi, il 60%, sono ancora fatte da questi sistemi, da questi programmi che sono effettivamente dei Matusalemme".

Ma in un'epoca in cui l'innovazione corre veloce, la stessa affidabilità può trasformarsi in un freno. I sistemi legacy, per loro natura, tendono a diventare ostacoli allo sviluppo e alla crescita.

Il problema non è la piattaforma in sé, ma l'approccio con cui viene gestita. Molte aziende si sono fermate, convinte che "abbiamo sempre fatto così" sia una strategia vincente. E intanto, il mondo intorno è cambiato.

Da oltre 20 anni BigBlue affianca le aziende nella modernizzazione dei sistemi IBM i, con clienti come Prada, Luxottica, Diesel e Fineco Bank. Abbiamo visto progetti di successo e progetti falliti. E abbiamo imparato che la differenza sta sempre nella preparazione e nella visione.

Vediamo quali sono le criticità, i rischi e, soprattutto, le soluzioni per uscire da questa impasse. Con un approccio che metta al centro le persone, i processi e la tecnologia, nell'ordine giusto.



Perché l'AS/400 viene considerato un "dinosauro informatico"?

L'immagine del dinosauro nasce dalla combinazione di due fattori: l'età della piattaforma e la percezione di obsolescenza che la circonda.

L'AS/400 è stato lanciato nel 1988. In un settore dove le tecnologie cambiano ogni pochi anni, trentasette anni sono un'era geologica. Molti sistemi gestionali sviluppati su questa piattaforma sono considerati legacy, ossia tecnologie che, per le loro caratteristiche, sono considerate obsolete o superate rispetto a quelle più recenti e avanzate disponibili oggi.

Ma attenzione: l'AS/400 in sé non è obsoleto. IBM continua a svilupparlo e la roadmap è tracciata fino al 2031. Il problema sono le applicazioni e le logiche di business che ci sono state costruite sopra, spesso rimaste ferme per decenni.

Come spiega Bedin: "Noi siamo in grado di trasformare questi Matusalemme - applicazioni solide, robuste, efficaci - in applicazioni che ragionano per processi e che possono lavorare anche sul tuo smartphone".


Quali sono le principali criticità tecniche dei gestionali AS/400?

Le criticità tecniche sono numerose e si possono ricondurre a tre aree principali:

1. Tecnologie obsoleteI gestionali su AS/400 sono spesso basati su linguaggi come l'RPG (Report Program Generator), che non sono più supportati dai principali fornitori di software. Questo rende difficile la manutenzione, l'aggiornamento e l'integrazione con le nuove tecnologie.

2. Architettura monoliticaQuesti sistemi sono caratterizzati da un'architettura che rende difficile la scalabilità e l'adattabilità ai cambiamenti. Ogni modifica richiede interventi complessi e rischiosi.

3. Limitazioni di prestazioniI modelli più vecchi di AS/400 possono avere limitazioni in termini di capacità di elaborazione rispetto ai sistemi più moderni.


Quali sono le criticità organizzative?

Le criticità organizzative sono spesso più insidiose di quelle tecniche, perché coinvolgono le persone e la cultura aziendale.

Competenze in via di estinzioneI sistemi su AS/400 sono spesso sviluppati e gestiti da personale interno che può non avere le competenze e le risorse necessarie per mantenere e sviluppare i sistemi in modo efficiente. Trovare professionisti con competenze specifiche è sempre più complesso.

Inerzia organizzativaI sistemi su AS/400 sono spesso legati a processi aziendali consolidati, che possono essere difficili da modificare o sostituire. La resistenza al cambiamento può rallentare l'adozione di nuove tecnologie e processi più efficienti.


Quali sono i costi nascosti di un gestionale AS/400?

I costi di un gestionale AS/400 vanno ben oltre la manutenzione ordinaria:

  • Manutenzione e aggiornamenti costosi: richiedono un investimento significativo di risorse.

  • Mancanza di integrazione: limita l'accesso a nuove opportunità di mercato e di business.

  • Conformità normativa: garantire che il sistema sia conforme alle normative può comportare costi aggiuntivi, specialmente se sono necessari aggiornamenti o personalizzazioni.

Il costo più grande, però, è quello dell'opportunità mancata: l'innovazione che non si realizza, i mercati che non si raggiungono, la competitività che si perde.


In che modo i gestionali AS/400 influenzano i processi aziendali?

L'impatto sui processi aziendali è profondo e spesso sottovalutato.

I gestionali AS/400 possono:

  • Rendere più difficile la gestione delle informazioni e dei dati.

  • Rallentare la comunicazione e la collaborazione tra i reparti.

  • Limitare l'innovazione e l'adozione di nuove tecnologie, minando nel medio-lungo termine la competitività.

  • Portare a inefficienze operative, tempi più lunghi per completare le attività e una maggiore probabilità di errori.

In pratica, un sistema che dovrebbe essere un alleato diventa un ostacolo.


Quali sono le possibili soluzioni per superare queste criticità?

Le soluzioni sono diverse e vanno scelte in base alle esigenze specifiche dell'azienda:

  1. Migrare i sistemi su piattaforme più moderne, come i sistemi ERP.

  2. Riscrivere i sistemi in linguaggi più moderni e supportati.

  3. Integrare i sistemi con le nuove tecnologie, come il cloud computing e l'intelligenza artificiale.

  4. Adottare soluzioni specializzate per migliorare la gestione di specifici processi.

La scelta della soluzione più appropriata richiede il coinvolgimento di un consulente applicativo che abbia le giuste competenze e la massima esperienza in migrazioni di gestionali e applicazioni complesse.


Esiste un'alternativa alla sostituzione completa?

Sì, e spesso è la scelta più saggia. La sostituzione in blocco non è sempre necessaria. In molti casi, la modernizzazione incrementale è la via più sicura, più economica e più reversibile.

L'alternativa più efficace è modernizzare il sistema senza sostituirlo completamente, attraverso un layer di integrazione sopra l'esistente. Il gestionale continua a fare quello che fa. Sopra l'esistente viene costruito un layer che introduce:

  • API e webservice per far dialogare il sistema con il mondo esterno.

  • Automazione dei flussi per ottimizzare i processi.

  • Interfacce moderne per sostituire le schermate 5250.

  • Cloud integration per estendere le funzionalità.

Con strumenti come PRESTO, BigBlue permette di trasformare le interfacce 5250 in web e mobile senza scrivere una riga di codice, in pochi giorni. Come testimoniano i nostri clienti: Garofoli ha trasformato il weborder portando il 50% degli ordini aziendali; Bruni Glass ha installato la soluzione in 15 minuti e la usa con oltre 500 utenti.

I vantaggi sono tre:

  • Rischio basso: se qualcosa non funziona nel layer, il gestionale continua a operare.

  • Costo contenuto: si costruisce solo ciò che serve, non si rifà tutto.

  • Reversibilità: se domani l'azienda decide di migrare il gestionale, il layer resta.


Qual è il prezzo della conservazione?

È la domanda che ogni azienda dovrebbe porsi: "Qual è il prezzo della conservazione e della resilienza in soluzioni obsolete?"

Da un lato, c'è la sicurezza della stabilità consolidata. Dall'altro, la necessità di evolvere per rimanere competitivi ed efficienti in un ambiente aziendale in continua evoluzione.

Le aziende che scelgono di restare ferme, arroccate nella loro comfort zone e ostili al cambiamento, rischiano di diventare organizzazioni monolitiche, strettamente legate alle singole persone e non orientate alle nuove leve.

Le aziende che scelgono di cambiare, invece, sono pioniere: sostengono il cambiamento e l'innovazione, colgono proattivamente la sfida e non procrastinano scelte che in futuro si renderanno obbligate.


Chi deve guidare il processo di cambiamento?

Il processo di cambiamento – che si tratti di migrazione o modernizzazione – deve essere guidato da qualcuno che conosca il passato, il presente e il futuro del sistema.

Il passato: chi conosce la storia del sistema, le logiche di business costruite negli anni, le personalizzazioni che nessuno ha mai documentato.

Il presente: chi conosce lo stato attuale, le criticità reali, le potenzialità inespresse.

Il futuro: chi ha una visione chiara di dove vuole andare l'azienda e di come la tecnologia può supportarla.

Questa figura deve essere indipendente – non in conflitto di interessi con il fornitore del nuovo sistema. Deve mettere al primo posto gli interessi dell'azienda, non quelli del proprio portafoglio.

Con oltre 20 anni di esperienza nel mondo IBM i, bigblue è un partner affidabile per accompagnare le aziende in questo percorso di trasformazione.


I "dinosauri informatici" non sono un destino.

Sono una scelta. La scelta di restare fermi, di non investire nell'innovazione, di affidarsi a logiche e competenze che si stanno esaurendo.

Ma c'è un'alternativa. Modernizzare senza distruggere. Evolvere senza perdere ciò che funziona. Affidarsi a partner che conoscono il passato, il presente e il futuro del tuo sistema.

Il mondo cambia velocemente. E chi non cambia con lui rischia di essere travolto.


Sei pronto a far evolvere il tuo "dinosauro"?


Le aziende che vincono con l’AI non sono quelle con i modelli più avanzati.

Sono quelle che affidano i progetti a team esperti, specializzati, con decenni di esperienza su sistemi mission-critical.


Da oltre 25 anni accompagniamo aziende come Prada, Luxottica, Fineco Bank nella trasformazione digitale.



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